I reati informatici sono tutti quegli illeciti penalmente rilevanti commessi per il tramite di internet. Oramai internet è alla base di qualsivoglia nostra comunicazione tanto lavorativa quanto sociale e di vita quotidinana. Pertanto, un avvocato con una competenza specifica sul punto è essenziale per tutelare al meglio il proprio assistito.
ALCUNI ESEMPI
Il codice penale all’art. 612 ter codice penale punisce la condotta di chi, per il tramite di social o strumenti di messaggistica o anche tramite mail, diffonde immagini sessualmente esplicite di terze persone senza il loro consenso. Il soggetto agente è punito con la reclusione da 1 a 6 anni.
La diffamazione social è prevista (indirettamente) dall’art. 595 3° comma codice penale che punisce chi comunicando con mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità (il ché significa mediante uno strumento di larga diffusione e quindi anche i social) con più persone offende l’altrui reputazione è punito con una pena da 6 mesi a 3 anni.
La truffa on line non è un reato specifico ma ricompreso nella truffa ex art. 640 codice penale ma possono essere previste delle aggravanti come la minorata difesa (art. 61 n. 5 c.p.). La condotta è quella di colui che, mediante artifici e raggiri, induce taluno in errore procurandosi un ingiusto profitto con altrui danno. La pena prevista (senza aggravanti) è la reclusione da 6 mesi a 3 anni.
Chiunque, effettuando video o audioregistrazioni, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentesi in luoghi privati (la maggior parte dei casi), è punito con la reclusione da 6mesi a 4 anni.
Secondo l’art. 494 codice penale, chiunque sostituendo la propria identità con una differente inducendo quindi in errore l’interlocutore, è punito con la reclusione fino ad 1 anno. Sul web è facile commettere questo reato utilizzando profili falsi in tutto o in parte.
L’art. 615 ter codice penale prevede una pena della reclusione fino a 3 anni per chiunque si inserisce all’interno di un sistema infromatico senza il consenso del titolare. Per esempio, entrare nella mail del proprio partner senza che quest’ultimo lo sappia, è reato anche se la password è stata data precedentemente.