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Spiare il cellulare del partner è reato?

Spiare il cellulare del partner è reato?

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Spiare il cellulare del partner è reato? Si, hai commesso (quantomeno) il reato di accesso abusivo ad un sistema informatico. Nella nostra quotidianità, molto spesso, andiamo a commettere delle azioni che costituiscono reato senza neanche saperlo. Una di queste è, per esempio, l’abitudine che hanno alcune persone, all’interno di una coppia, di leggere senza il consenso dell’altro i messaggi del cellulare. Sposati, conviventi, fidanzati! Sotto questo punto di vista non cambia nulla. È soltanto che il soggetto, magari anche perché ha la password del cellulare del partner, si sente legittimato a spiare le chat senza il consenso dell’altro.

Questo comportamento è un reato: è il reato di accesso abusivo a sistema informatico. Perché? Perché anche se io ho la password del cellulare di un mio compagno, della mia compagna, di un amico, non ho però l’autorizzazione a vedere quelle chat, o vedere le mail, o vedere altri sistemi di messaggistica o a vedere i suoi social.

 

Le condotte punite dal reato di accesso abusivo ad un sistema informatico (cellulare)

L’art. 615-ter c.p. sanziona, al primo comma, due distinte condotte:

  • L’introdursi abusivamente in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza, da intendersi come accesso alla conoscenza dei dati o informazioni contenuti nel sistema, effettuato sia da lontano (attività tipica dell’hacker) sia da vicino (da persona, cioè, che si trova a diretto contatto dell’elaboratore);
  • Il mantenersi nel sistema contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo.

Come affermato dalla Corte di Cassazione, il primo comma dell’art. 615-ter c.p. sanziona non soltanto l’introduzione abusiva in un sistema informatico protetto, ma anche il mantenersi al suo interno contro la volontà espressa o tacita di chi abbia il diritto di escluderlo da parte di soggetto abilitato, il cui accesso, di per sé legittimo, diviene abusivo, e perciò illecito, per il suo protrarsi all’interno del sistema per fini e ragioni estranee a quelle d’istituto.

 

Applicazione al caso dello spionaggio delle chat del partner

Nel contesto delle relazioni di coppia, il telefono cellulare del partner costituisce un sistema informatico protetto da misure di sicurezza. Leggere le chat e la messaggistica contenuta nel dispositivo senza il consenso del titolare integra il reato di accesso abusivo, anche qualora l’accesso sia tecnicamente possibile perché il partner conosce le credenziali di accesso o il dispositivo è stato lasciato incustodito.

La volontà del titolare del diritto di escludere l’accesso è elemento essenziale per la configurazione del reato. Anche in presenza di un rapporto di convivenza o matrimonio, non può presumersi un consenso tacito e generale all’accesso alle comunicazioni private (chat, mail e messaggi). Il rapporto di coppia non implica una rinuncia al diritto alla riservatezza delle proprie comunicazioni.

Devo essere autorizzato preventivamente ogni singola volta; non può esistere neanche un’autorizzazione generica. Inoltre se ho l’autorizzazione a guardare una o più mail (per esempio), dopo non posso arbitrariamente vedere anche le chat o i messaggi. Quindi dobbiamo fare molta attenzione a impicciarci, di fatto, delle chat, delle mail e dei social del nostro partner senza che lui ci abbia dato il consenso a farlo.

 

Altre ipotesi di reato

Facciamo anche attenzione perché, molto spesso, durante discussioni, liti o situazioni anche un minimo conflittuali può capitare che una persona, per vedere le chat ed i messaggi dell’altro, strappa di mano il cellulare all’altro partner. In questa occasione commettiamo un secondo reato, che è quello o di furto con strappo o di rapina. Ovviamente, non sono solo questi i reati che si possono configurare. Infatti, in base al caso specifico, si possono integrare anche altre fattispecie di reato.

 

Conclusioni

Dobbiamo fare molta attenzione nei nostri comportamenti e nei nostri gesti quotidiani e, soprattutto, dobbiamo sempre rispettare, in questo caso, la privacy altrui anche perché, come abbiamo visto, condotte “semplici” possono anche diventare problemi seri.

 

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Ogni situazione ha specificità uniche: contattami (clicca qui) per un’analisi preliminare e capire con una consulenza, quali strategie difensive sono realmente percorribili.

 

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F.A.Q. Avvocato penalista accesso abusivo sistema informatico

Il reato di accesso abusivo ad un sistema informatico è procedibile a querela?

Nella ipotesi di una persona che guarda senza permesso il cellulare del partner si, è procedubile a querela. Ci sono altre ipotesi che sono procedibili di ufficio come per esempio il Pubblico Ufficiale che commette il fatto con abuso di poteri.

Come posso fare la querela a Roma?

Per sporgere la querela è necessario recarsi presso un Commissariato di Polizia oppure presso una Stazione dei Carabinieri oppure direttamente presso una Procura della Repubblica (su appuntamento) che si trova a P.le Clodio. Ci si può rivolgere anche ad un avvocato penalista a Roma il quale potrà accompagnarvi per il deposito oppure potrà pensare a tutto lui mediante il deposito telematico.

Che pene sono previste per chi guarda il cellulare del partner?

E’ prevista la reclusione da uno a tre anni.

 

 

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