Se hai ricevuto un decreto di citazione a giudizio per un’udienza predibattimentale, significa che la Procura ha esercitato l’azione penale nei tuoi confronti e che il procedimento è entrato nella fase processuale.
L’udienza predibattimentale è stata introdotta proprio come udienza filtro nei procedimenti a citazione diretta (approfondisci qui gli aspetti tecnici dell’udienza predibattimentale). Prima che inizi il vero e proprio dibattimento, un giudice deve verificare la regolarità del procedimento, affrontare determinate questioni processuali preliminari, valutare eventuali riti alternativi e stabilire se gli elementi raccolti consentano una ragionevole previsione di condanna. Se questa prognosi manca, il giudice può pronunciare sentenza di non luogo a procedere, evitando l’apertura del dibattimento.
Per questo motivo l’udienza predibattimentale non deve essere considerata una semplice udienza di passaggio. È un momento processuale nel quale devono essere compiute scelte difensive che, in alcuni casi, non potranno più essere recuperate successivamente.
Che cos’è l’udienza predibattimentale?
L’udienza di comparizione predibattimentale è disciplinata dagli artt. 554-bis e seguenti del codice di procedura penale ed è prevista nei procedimenti nei quali il pubblico ministero esercita l’azione penale mediante citazione diretta a giudizio.
Si svolge in camera di consiglio con la partecipazione necessaria del pubblico ministero e del difensore dell’imputato. Non essendo la fase dibattimentale non vengono sentiti i testimoni e non si svolge l’istruttoria. Il giudice dell’udienza predibattimentale dispone però dell’intero materiale investigativo, perché il pubblico ministero gli trasmette sia il fascicolo per il dibattimento sia il proprio fascicolo. Questo consente al giudice di svolgere la funzione di filtro che caratterizza questa fase.
In altri termini, tra la conclusione delle indagini e il vero processo vero e proprio viene inserito un momento nel quale si verifica se quel processo debba effettivamente arrivare al dibattimento e con quale configurazione.
Cosa succede all’udienza predibattimentale?
Una delle prime attività riguarda la regolare costituzione delle parti. Il giudice verifica la validità di avvisi, citazioni, comunicazioni e notificazioni e, quando ne riscontra la nullità, ne dispone la rinnovazione. In questa fase devono, se esistenti, essere affrontate diverse questioni preliminariche non si potranno più sollevare nelle fasi successive.
È uno degli aspetti per cui l’udienza predibattimentale richiede una preparazione adeguata dell’avvocato ed uno studio approfondito del fascicolo. Tra le eccezioni che si possono sollevare abbiamo: la presenza nel fascicolo della querela e la sua validità formale (ovviamente per i reati procedibili a querela), la genericità del capo di imputazione e/o la sua nullità, l’incompetenza territoriale, la nullità del decreto che dispone il giudizio ecc. ecc.. Sempre nell’udienza predibattimentale possono essere formulate (se strategicamente ritenuti idonei per il caso concreto) richieste di:
- giudizio abbreviato;
- applicazione della pena su richiesta delle parti;
- sospensione del procedimento con messa alla prova;
- oblazione.
L’art. 554-ter, come modificato dal correttivo del 2024, prevede che tali richieste debbano essere proposte prima del provvedimento conclusivo dell’udienza predibattimentale, a pena di decadenza. La disciplina contempla inoltre l’eventuale applicazione concordata di una pena sostitutiva nei casi previsti dalla legge. Decorsa questa fase non sarà più possibile chiedere la definizione del processo mediante riti alternativi.
Per quali reati è prevista?
L’udienza predibattimentale riguarda i procedimenti nei quali l’azione penale viene esercitata con citazione diretta a giudizio ai sensi dell’art. 550 c.p.p.. La citazione diretta riguarda innanzitutto le contravvenzioni e i delitti puniti con la reclusione non superiore nel massimo a quattro anni o con la multa, sola o congiunta alla pena detentiva.
La legge prevede inoltre espressamente la citazione diretta per numerosi ulteriori reati indicati dall’art. 550, comma 2, c.p.p., tra i quali, a determinate condizioni, figurano fattispecie come resistenza a pubblico ufficiale, truffa aggravata, appropriazione indebita ed altri reati espressamente elencati dalla norma.
Ho ricevuto una citazione per l’udienza predibattimentale: cosa devo fare?
La prima cosa da fare è contattare subito il proprio avvocato penalista di fiducia. La seconda è non farsi prendere dal panico o dall’ansia oppure sottovalutare la questione. Non considerare il decreto di citazione come una semplice convocazione da portare in Tribunale il giorno dell’udienza. Il decreto contiene informazioni che devono essere esaminate immediatamente insieme al difensore:
- il fatto che viene contestato e la sua qualificazione giuridica;
- gli articoli di legge indicati;
- la data dell’udienza;
- il Tribunale competente;
- l’indicazione del difensore;
- gli avvisi relativi alle facoltà difensive e ai riti alternativi.
Occorre poi esaminare tutti gli atti del procedimento, non soltanto il capo d’imputazione. È proprio dal confronto tra accusa e materiale investigativo che può emergere, per esempio, una questione sulla qualificazione giuridica del fatto, sull’utilizzabilità di un atto, sulla competenza, sulla procedibilità, sull’insufficienza degli elementi raccolti oppure sull’opportunità di scegliere un rito alternativo.
Per questo la domanda realmente utile non è soltanto: “Cosa succederà in udienza?” ma soprattutto: “Qual è la strategia che conviene adottare prima che inizi l’udienza?”. È per questo motivo che è importante rivolgersi subito ad un avvocato penalista.
Devo presentarmi personalmente all’udienza predibattimentale?
La presenza necessaria prevista dalla legge è quella del pubblico ministero e del difensore dell’imputato. Per l’imputato trovano applicazione le norme sulla presenza e sull’assenza previste dal codice di procedura penale. L’opportunità della presenza personale va quindi valutata caso per caso insieme al proprio avvocato. In alcuni procedimenti la presenza dell’imputato può avere una precisa utilità difensiva; in altri può non essere necessaria.
Non è pertanto opportuno decidere autonomamente di presentarsi o non presentarsi senza prima avere valutato e scelto, con il proprio penalista, la propria strategia difensiva
Parte civile: quando bisogna costituirsi?
Anche per la persona offesa l’udienza predibattimentale può rappresentare un momento processuale decisivo. Quando manca l’udienza preliminare, la costituzione di parte civile deve avvenire in questa fase. Il termine è previsto a pena di decadenza.
Chi intende chiedere nel processo penale il risarcimento del danno derivante dal reato non può quindi attendere il successivo dibattimento per entrare a far parte come parte civile.
Il processo può finire già nell’udienza predibattimentale?
Sì. È probabilmente l’aspetto più importante dell’intera disciplina. Il giudice pronuncia sentenza di non luogo a procedere quando ricorre una delle cause indicate dall’art. 554-ter c.p.p., per esempio quando il fatto non sussiste, l’imputato non lo ha commesso, il fatto non costituisce reato, ricorre una causa di estinzione o altra causa prevista dalla legge.
Ma soprattutto il giudice deve pronunciare sentenza di non luogo a procedere quando gli elementi acquisiti non consentono una ragionevole previsione di condanna. Ovvero il giudice deve valutare il materiale disponibile e stabilire se esso sia concretamente idoneo a sostenere una prospettiva di condanna nel successivo giudizio. Questa è la funzione di filtro vera e propria dell’udienza predibattimentale.
Non occorre quindi arrivare necessariamente alla lunga fase del dibattimento per verificare se l’accusa possa reggere: il legislatore ha attribuito al giudice predibattimentale il potere di interrompere prima il procedimento quando, sulla base degli atti, manca la prognosi richiesta dalla legge.
Se invece non vi sono i presupposti per la sentenza di non luogo a procedere e il procedimento non viene definito mediante un rito alternativo, il giudice fissa l’udienza dibattimentale davanti a un giudice diverso. Da quel momento inizia la fase nella quale potranno essere assunte le prove: testimoni, consulenti, periti, esami delle parti e gli altri mezzi di prova ammessi.
Ho ricevuto una citazione per un’udienza predibattimentale: quando devo contattare un avvocato?
Il prima possibile dopo la ricezione dell’atto, non pochi giorni prima dell’udienza. La valutazione difensiva richiede infatti il tempo necessario per acquisire e studiare il fascicolo, verificare l’imputazione, esaminare le prove e decidere se formulare richieste o eccezioni che potrebbero essere soggette a termini o preclusioni. L’udienza predibattimentale non è una fase nella quale il difensore deve semplicemente “presentarsi”.
È una fase nella quale può essere necessario effettuare scelte importanti. E, nel processo penale, alcune scelte processuali possono essere più importanti della stessa discussione che avverrà successivamente in aula.
Come avere una consulenza.
Se hai ricevuto un decreto di citazione a giudizio con fissazione di un’udienza predibattimentale e vuoi comprendere quali siano le conseguenze dell’atto e le possibili strategie difensive, puoi richiedere una consulenza penale per l’esame della documentazione e del procedimento.
L’Avv. Daniele Ingarrica, avvocato penalista cassazionista, riceve presso lo studio di Roma oppure online e presta assistenza nei procedimenti penali anche sul territorio nazionale.
