Il ricorso in Cassazione penale è quello che generalmente si chiama terzo grado di giudizio. Questa espressione può essere fuorviante: la Cassazione, di regola, non celebra un nuovo processo e non rivaluta liberamente i fatti e le prove come può avvenire nel giudizio di appello. È un mezzo di impugnazione ordinario per contestare una sentenza che non è ancora definitiva.
Si può presentare solo per motivi precisi stabiliti dalla legge (critica vincolata) previsti dall’art. 606 codice di procedura penale e, comunque, non entra nel merito delle decisioni prese sulla ricostruzione del fatto ma si limita a valutare il corretto operato del giudice sotto l’aspetto dell’applicazione del diritto processuale e sostanziale (giudizio di legittimità). La Corte esamina solo i motivi di ricorso indicati nell’atto (giudizio a devoluzione limitata) e, quando si presenta il ricorso, la decisione impugnata resta generalmente sospesa (effetto sospensivo). La Corte di Cassazione è una sola ed ha sede a Roma.
Non è sufficiente ritenere ingiusta una sentenza per poter proporre efficacemente ricorso in Cassazione. Occorre individuare uno o più vizi giuridicamente rilevanti della decisione impugnata. A differenza dell’appello, nel quale si può contestare sia il fatto storico che il diritto applicato ad esso, il ricorso in Cassazione si può proporre solo quando il Tribunale (sia esso Corte di appello o di primo grado nei casi specifici e previsti dalla legge):
Il problema principale consiste nel comprendere se l’errore che emerge dalla sentenza possa realmente essere trasformato in un motivo di ricorso ammissibile ai sensi dell’art. 606 c.p.p.
Ed è proprio questa valutazione preliminare che, nella pratica, determina gran parte della qualità del ricorso anche perché non tutti gli errori giustificano la proposizione di un ricorso per cassazione.
Questa è probabilmente la distinzione più importante. Nel giudizio di appello può essere chiesta, entro i limiti dell’impugnazione, una nuova valutazione della decisione di primo grado anche sotto il profilo della ricostruzione del fatto e del materiale probatorio.
Ciò significa che non può essere normalmente utilizzata per chiedere semplicemente una diversa valutazione delle prove o per sostenere che un testimone avrebbe dovuto essere ritenuto più o meno attendibile. Per esempio, non basta sostenere: “La Corte d’Appello avrebbe dovuto credere al mio testimone e non a quello dell’accusa.” Occorre verificare se la decisione presenti un vizio giuridicamente censurabile: un errore nell’applicazione della legge, una violazione processuale oppure un vizio della motivazione riconducibile ai casi consentiti dall’art. 606 c.p.p.
Per questo motivo iIl ricorso in Cassazione penale è particolarmente complesso in quanto la Cassazione non entra nuovamente nella valutazione dei fatti (come invece può fare la corte di appello) ma controlla che il giudice precedente abbia applicato correttamente la legge e abbia motivato in modo logico e coerente. In sostanza, non decide di nuovo il caso, ma verifica la correttezza giuridica della decisione impugnata. Quindi la domanda non è Posso fare ricorso? Ma Esiste un motivo tecnicamente sostenibile?
Il ricorso deve essere proposto entro termini precisi previsti dal codice di procedura penale. Questi sono differenti a seconda dell’atto che si impugna (provvedimento – sentenza) ed a seconda delle modalità con le quali vengono depositate le motivazioni. Un errore nel calcolo del termine può rendere l’impugnazione tardiva con la conseguenza di rendere quella decisione irrevocabile.
Il ricorso per cassazione può essere presentato solo da un avvocato iscritto al patrocinio per le Magistrature superiori.
Prima di decidere se presentare un ricorso in Cassazione, ritengo necessario effettuare una valutazione preliminare non solo della sentenza ma anche di tutti gli atti processuali di primo e secondo grado. E’ necessario ripercorrere integralmente ili processo documentale al fine di comprendere:
Solo dopo questo esame è possibile valutare seriamente l’opportunità di proporre il ricorso. Non ritengo corretto promettere preventivamente che una sentenza possa essere annullata. La prima attività è capire se esista un motivo giuridicamente fondato sul quale costruire l’impugnazione.
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