Come si presenta una querela: guida pratica, costi, termini e passaggi passo-passo
Devi redigere e depositare una querela? Contattami per una consulenza. Sono l’avvocato penalista Daniele Ingarrica ed esercito a Roma e in tutta Italia.
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Essere vittima di un reato (che si tratti di una truffa online, di minacce, di lesioni personali, di diffamazione, ecc) genera spesso disorientamento. Se dal punto di vista teorico la querela rappresenta la condizione di procedibilità per perseguire i reati non procedibili d’ufficio, dal punto di vista operativo sorgono subito domande concrete: come si scrive? A chi devo consegnarla? Serve l’avvocato? Quanto costa?
In questa guida pratica analizziamo, passo dopo passo, tutto l’iter procedurale per sporgere una querela in modo valido ed efficace, evitando errori formali che potrebbero comprometterne l’esito.
Se vuoi prima comprendere la differenza teorica e giuridica tra denuncia, querela ed esposto, e quello che succede dopo la presentazione della stessa, leggi gli articolo di approfondimento:
- denuncia, querela ed esposto: differenze ed ambiti applicativi.
- cosa succede dopo la querela? Tempi, indagini e ritiro.(articolo dal 09/09/2026)
Gli elementi essenziali: cosa deve contenere l’atto di querela.
La querela è una manifestazione formale di volontà con la quale la persona offesa chiede espressamente l’intervento della Giustizia. Per essere valida ed evitare rischi di archiviazione immediata, deve contenere alcuni elementi imprescindibili:
- l’intestazione dell’Autorità: indicazione della Procura della Repubblica o della Stazione dei Carabinieri/Commissariato di Polizia a cui ci si rivolge;
- i dati della persona offesa: dati anagrafici completi, residenza, domicilio ed eventuale nomina del difensore di fiducia;
- la ricostruzione dettagliata dei fatti: esposizione chiara, cronologica e circostanziata dell’accaduto (date, luoghi, modalità della condotta illecita). Questo elemento è tra i più importanti ed essenziali;
- l’indicazione dell’autore (se noto): se il presunto reo è conosciuto, occorre fornirne le generalità, numero di telefono e quanto necessario per una sua certa individuazione. In caso contrario, la querela verrà sporta “contro ignoti”;
- l’indicazione delle fonti di prova: allegazione di documenti, screenshot, messaggi, chat, registrazioni, ricevute di pagamento e indicazione di eventuali testimoni con relativi recapiti;
- la formula di punizione: l’espressa e inequivocabile richiesta che si proceda penalmente nei confronti del responsabile è una condizione essenziale. Una semplice narrazione dei fatti senza richiesta di punizione qualifica l’atto depositato come una denuncia o un semplice esposto e, questo, comporta che non si possa procedere per quei reati che sono procedibili solo a querela di parte;
- la sottoscrizione: la firma autografa (o digitale certificata) del querelante. In caso di deposito della querela presso la Procura della Repubblica, Stazione dei Carabinieri o Commissariato di Polizia l’atto deve essere firmato davanti al funzionario o davanti l’ufficiale di Polizia Giudiziaria che recepiscono l’atto. Se fatta da un avvocato la firma verrà autenticata dal difensore nominato. in caso di soggetto minorenne possono redigere e sottoscrivere l’atto i soggetti che esercitano la potestà genitoriale;
- Richiesta di avviso dell’eventuale richiesta di archiviazione ex art. 408 c.p.p.: è importante inserire nell’atto la richiesta esplicita di essere informati dell’eventuale richiesta di archiviazione formulata dal Pubblico Ministero. Senza questa clausola, il PM potrebbe chiedere l’archiviazione senza che la persona offesa ne sappia nulla, precludendole la possibilità di proporre opposizione nei termini di legge.
A chi consegnare la querela e come presentarla.
Esistono due modalità principali per sporgere querela:
A) Querela in forma scritta.
L’atto viene redatto preventivamente (dalla parte o, preferibilmente, da un avvocato penalista) e depositato presso:
- la Procura della Repubblica presso il Tribunale competente che ha un ufficio preposto a tale scopo;
- qualsiasi Stazione dei Carabinieri, Questura o Commissariato di Polizia di Stato.
All’atto del deposito, la Polizia Giudiziaria o il funzionario della Procura rilascerà un’attestazione di avvenuta ricezione (timbro di deposito), che costituisce la prova dell’avvenuta presentazione.
B) Querela in forma orale.
La persona offesa si presenta personalmente presso gli uffici di Polizia o Carabinieri ed espone verbalmente i fatti. L’ufficiale operante redigerà un verbale di querela orale che verrà poi letto, confermato e sottoscritto dal querelante.
I termini di decadenza: entro quando va presentata?
A differenza della denuncia per reati perseguibili d’ufficio (che non ha rigidi termini di decadenza salvo la prescrizione generale del reato), la querela deve essere proposta entro termini perentori stabiliti dalla legge. Questi sono differenti a seconda della tipologia di reato e dell’età della persona offesa:
- la regola generale (termine ordinario) prevede un termine di 3 mesi dal giorno in cui la persona offesa ha avuto notizia del fatto che costituisce reato (art. 124 c.p.);
- per alcune tipologie di reato i termini possono essere più ampio come per esempio per gli atti persecutori (ex art. 612 bis c.p. Stalking) che è di 6 mesi o per reati sessuali (ex art. 609 bis e seguenti c.p.) dove il termine è di 12 mesi;
- in caso di soggetto minorenne il termine decorre dalla data di compimento della maggiore età.
Quanto costa sporgere querela?
La presentazione della querela in sé è un atto esente da costi (bolli e tasse). Il cittadino deve essere libero di segnalare e sporgere querela ogni qualvolta ritiene di essere vittima di un reato.
Gli unici eventuali costi sono legati all’assistenza legale di un avvocato penalista. Questi riguardano:
- l’eventuale consulenza iniziale al fine di valutare se effettivamente i fatti così come esposti possono ricevere tutela penale e, quindi, evitare di soprgere querele “inutili”;
- lo studio degli atti, dei documenti e la materiale redazione dell’atto e la fascicolazione ordinata di tutti gli allegati. L’ausilio di un avvocato penalista prospetta la qualificazione giuridica, la selezione rigida delle prove ed evita il rischio di incorrere in calunnia o in archiviazioni per difetto di forma;
- l’assunzione da parte del difensore della nomina e dell’eventuale elezione di domicilio.
FAQ – Domande Frequenti sulla Querela.
Si può ritirare una querela dopo averla depositata?
Sì, attraverso l’istituto della remissione di querela. Tuttavia, la remissione deve essere accettata dal querelato. Inoltre, per alcuni reati specifici (es. violenza sessuale o stalking aggravato), la querela è irrevocabile per legge.
Cosa si rischia se si dichiara il falso in una querela?
Si rischia un’imputazione per il reato di Calunnia (art. 368 c.p.) se si incolpa di un reato taluno che si sa essere innocente, oppure per Falsità ideologica. Per questo motivo è fondamentale esporre solo fatti veritieri e dimostrabili.
È obbligatorio farsi assistere da un avvocato per fare querela?
Non è un obbligo di legge, ma è fortemente consigliato. Un atto di querela impreciso o privo di riscontri probatori rischia di finire archiviato in tempi brevissimi senza che le indagini vengano mai svolte approfonditamente.
Perché conviene farsi assistere da un penalista per la redazione della querela?
Perché un penalista è a conoscenza di quali sono gli elementi necessari ai fini dell’integrazione di uno specifico reato. Questo consente di essere più precisi nell’esposizione dei fatti e nell’inquadramento giuridico. Inoltre, qualora i fatti siano al limite del giuridicamente rilevante e prima della redazione della querela stessa, la persona offesa verrà messa a conoscenza delle possibilità che il Pubblico Ministero giudichi i fatti non costituenti reato. Questo, successivamente, evita “spiacevoli sorprese”.
