Esame avvocato – Il parere di diritto penale.

Come analizzare la traccia. il parere di diritto penale

L’analisi della traccia è l’aspetto più importante che dovete valutare in sede d’esame. Molte volte capita che una traccia a prima vista semplice possa invece risultare più complessa e viceversa. Ho già dato dei consigli in generale su come affrontare l’esame (leggi l’articolo su come affrontare serenamente l’esame di avvocato o ancora l’Esame di avvocato 2018 – tutto quello che c’è da sapere). Questa volta voglio entrare più nello specifico parlando solo del parere di diritto penale facendo due brevi esempi. Per conoscere il metodo redigere correttamente un parere leggi qui. I consigli che si possono dare sono infiniti così come sono infinite le possibili tracce che vi si potranno presentare. Per leggere gli aggiornamenti relativi alla riforma forense relativamente all’esame ed all’accesso ad esso cliccare qui

Primo esempio, il furto in un supermercato.

Analizziamo brevemente una ipotesi di traccia relativa al furto nel supermercato. Questa a prima vista molto semplice e anche spesso e volentieri presente nei vari manuali e nei vari libri di pareri può nascondere varie insidie. Soprattutto per quanto riguarda piccoli particolari che possono essere inseriti o meno all’interno della traccia stessa. Questi piccoli particolari possono poi  comportare che si parli dell’istituto del tentativo oppure di varie aggravanti che si possono configurare nell’azione come per esempio l’ingente danno la destrezza e mezzo fraudolento la violenza sulle cose ecc.. Per valutare bene attentamente tutte queste ipotesi è necessario fare una attenta analisi e valutazione di ciò che viene scritto in traccia. È sufficiente una parola per cambiare totalmente il senso di ciò che vi viene richiesto.

Fate molta attenzione che quello che non viene scritto non c’è e non si deve inventare assolutamente nulla. Soprattutto, non si può basare una vostra costruzione del parere su un dato non fornito.

Sulle placche antitaccheggio

Per esempio se all’interno della traccia non viene descritto che erano presenti le placche antitaccheggio, vorrà dire che le placche antitaccheggio non c’erano. Pertanto nel parere si potrà fare un accenno solo per far vedere che conoscete l’aggravante della violenza sulle cose con una frase magari del tipo: dalla traccia non risulta che siano state tolte le placche antitaccheggio e pertanto non si potrà configurare l’aggravante della violenza sulle cose. Questa semplice frase fa vedere, a colui che sta correggendo il vostro compito, che voi avete previsto la possibilità della aggravante della violenza sulle cose ma che, non essendo indicate in traccia, non l’avete trattata.

Se per esempio si parla di sistema antitaccheggio e si sostiene che Tizio abbia inserito il bene all’interno di una borsa schermata (per evitare appunto che l’allarme oltre le casse possa suonare), a quel punto invece si potrà parlare di mezzo fraudolento.

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Sulla videosorveglianza

Dovesse essere indicato nella traccia che un servizio di vigilanza non ha mai perso di vista il soggetto agente, non si potrà parlare di reato consumato ma di tentativo. Questo anche se il soggetto ha oltrepassato le casse. Infatti le Sezioni Unite della Cassazione nel 2014  hanno superato quell’ormai consolidato principio in base al quale era sufficiente superare le casse per poter configurare il furto consumato.

Qualora dovesse essere descritto il soggetto agente come un senza tetto.

Magari in forte stato di indigenza che ha prelevato due o tre scatolette di tonno; oppure una confezione di carne per soddisfare il proprio bisogno primario di sopravvivenza, in questo caso si potrà ipotizzare uno stato di necessità. Sarebbe comunque opportuno utilizzare una formula dubitativa del tipo: “qualora dalle indagini oppure dall’istruttoria dibattimentale dovesse risultare che in quella zona non siano presenti degli istituti caritatevoli che offrono dei pasti ai bisognosi, allora Tizio potrebbe vedersi riconosciuta la causa di non punibilità dello stato di necessità”.

Quello appena descritto non è contrario a quanto detto sopra, ovvero al “divieto di inventare”. Non ho inventato nulla, ho solo ipotizzato una possibile alternativa in fase di conclusione.

Secondo esempio, il reato impossibile.

Tizio, in crisi economica, per soddisfare le esigenze della propria famiglia, decide di rapinare la Banca D’Italia. Si procura un passamontagna, una chiave inglese, un cacciavite e di notte si apposta nei pressi delle mura di cinta della Banca. Al momento opportuno decide di scavalcare il muro e dirigersi verso il massiccio portone blindato di ingresso della struttura. Mentre è intento con il cacciavite a forzare la serratura di ultima generazione, passa una pattuglia dei Carabinieri che si trovava lì per il giro di ronda. Tizio, decide quindi di desistere e di consegnarsi spontaneamente alle forze dell’ordine.

Questa traccia seppur a prima vista semplice, nasconde delle insidie. Infatti tutti sapranno parlare del reato impossibile, molti lo metteranno in relazione con la desistenza volontaria o con il tentativo, alcuni valuteranno la violazione di domicilio, ma molti pochi valuteranno l’art. 633 c.p. e 639 c.p. (anche se poi dovrà essere scartata l’ipotesi) ovvero l’invasione di terreni o edifici per i quali nel caso si tratti di edifici pubblici o destinati ad uso pubblico (come la Banca D’Italia) la procedibilità è di ufficio. Dovete tener presente che nel parere dovrete dimostrare di conoscere la materia, di ragionare per arrivare alla soluzione più idonea al caso. Pertanto ipotizzare figure di reato affini per poi scartarle, non potrà far altro che aumentare il vostro punteggio. Certo, devono essere comunque figure di reato simili a tal punto da far supporre un dubbio su quale delle due applicare.

Ancora un consiglio.

Qualora vi dovesse invece capitare una tracia che avete già svolto, fate molta attenzione perché difficilmente è la stessa identica traccia con le medesime circostanze. Non siate superficiali nel leggere il testo, anzi! Lo dovrete leggere con più attenzione proprio per capire quali sono le differenze per poterle poi analizzare come se fosse un parere del tutto nuovo.

Se volete alcuni consigli sull’utilizzo dei codici commentati, leggere qui.

Se volete vedere la video presentazione del testo l’Esame – il parere di diritto penale clicca qui. 

 

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