Avvocato di ufficio o fiducia, ordinario o cassazionista, gratuito patrocinio. Vediamo le differenze!

Avvocato di ufficio o avvocato di fiducia, avvocato ordinario o avvocato cassazionista, gratuito patrocinio

Avvocato di fiducia, avvocato di ufficio, avvocato cassazionista e gratuito patrocinio sono concetti ben distinti su cui però c’è tanta confusione. In base alla nomina può distinguersi l’avvocato di fiducia dall’avvocato di ufficio. Mentre in base ai requisiti, si può distinguere l’avvocato ordinario e l’avvocato cassazionista. Inoltre esiste per i non abbienti la possibilità di accedere al patrocinio a spese dello stato. In questo caso i soggetti possono essere assistiti gratuitamente[1] purché rispettino i parametri di reddito determinati dalla legge (clicca qui) e purché si facciano assistere da un avvocato iscritto nella lista dei difensori dei non abbienti.

Avvocato di ufficio.

Nel processo penale la figura professionale dell’avvocato è essenziale. Non si possono svolgere determinati atti di indagine o le udienze senza la sua presenza. Questo obbligo è disposto dagli articoli 96 e 97 del codice di procedura penale. È esclusa anche la possibilità (prevista invece nel processo civile ai sensi dell’articolo 86 codice di procedura civile) per chi è abilitato all’esercizio della professione forense di difendersi da soli (per approfondire l’argomento dell’avvocato di ufficio leggere qui).

Nel procedimento penale il ruolo dell’avvocato, oltre a rappresentare il proprio cliente (quando è nominato di fiducia), è di garanzia dell’indagato/imputato affinché vengano rispettate tutte le regole processuali.  Per questo motivo di garanzia, quando l’indagato/imputato non ha ancora nominato il proprio legale di fiducia, oppure quando quest’ultimo ne è privo (per esempio per rinuncia al mandato), per proseguire la propria attività lo Stato ne nomina uno di ufficio ai sensi dell’articolo 97 del codice di procedura penale. [2]

Non tutti gli avvocati possono essere nominati di ufficio. Infatti, per esserlo, bisogna che l’avvocato dopo aver frequentato con profitto un corso specifico, faccia domanda di essere iscritto nelle liste dei difensori di ufficio del proprio Tribunale. Nel momento in cui viene nominato un avvocato di ufficio, il soggetto successivamente e quando ne è venuto a conoscenza, può scegliere se restare con lui oppure se nominare un avvocato di fiducia.

Avvocato di fiducia. 

L’avvocato di fiducia è l’avvocato designato direttamente dalla parte con l’atto di nomina che verrà depositato dal professionista presso gli uffici competenti. Per poter nominare un proprio difensore è necessario ovviamente che la persona sia venuta a conoscenza della pendenza di un procedimento penale a suo carico. La nomina di fiducia può essere revocata in ogni momento ed il soggetto ha sempre la facoltà di affidarsi ad un altro professionista quando il rapporto di fiducia (appunto) si interrompe. Per avere informazioni su come scegliere un avvocato cliccare qui.

Brevi considerazioni. 

Non esistono differenze tra l’avvocato di ufficio e l’avvocato di fiducia e soprattutto non c’è una differenza sulla professionalità. L’avvocato di ufficio lo paragono spesso al medico del pronto soccorso. È una scelta che viene fatta dal professionista per vari motivi tra cui molte volte quello di poter essere di aiuto. Così come ci sono medici professionalmente bravissimi che lavorano nel pronto soccorso ed anche in altre strutture, ci sono avvocati eccellenti che sono iscritti alle liste dei difensori di ufficio. 

L’Avvocato ordinario e l’avvocato cassazionista.

Dopo la laurea e dopo aver superato l’esame di stato per l’esercizio della professione forense si acquisisce il titolo di avvocato ordinario. Trascorsi 12 anni (con la normativa attuale) e dimostrando una continuità professionale si acquisisce il titolo di avvocato cassazionista. La differenza sostanziale consiste nel fatto che l’avvocato ordinario può assistere il cliente dinnanzi a tutte le magistrature ordinarie in primo e secondo grado (ufficio del Giudice di Pace, Tribunale Ordinario, Tribunale Amministrativo, Corte di Appello ecc.), mentre l’avvocato cassazionista anche per le magistrature superiori (Corte Suprema di Cassazione, Tribunale delle Acque, Consiglio di Stato). Non è possibile affermare che un avvocato cassazionista sia migliore di un avvocato ordinario. È presumibile però che un avvocato cassazionista abbia maggior esperienza.

Il gratuito patrocinio o patrocinio a spese dello Stato.

Il patrocinio a spese dello Stato, comunemente detto “gratuito patrocinio”, è un sostegno da parte dello Stato a coloro che hanno un reddito basso. Consente ai soggetti meno abbienti di poter agire e/o difendersi di fronte all’autorità giudiziaria, civile, penale, amministrativa, contabile e tributaria. Per poter accedere al gratuito patrocinio e far si ché gli onorari dell’avvocato vengano corrisposti dallo Stato, devono essere rispettati due parametri. Il primo è un parametro di reddito del soggetto (Leggi qui per avere i parametri del reddito), il secondo è l’iscrizione alle liste del patrocinio dei non abbienti da parte dell’avvocato. 

Vi sono delle eccezioni al parametro del reddito previste dal Testo Unico in materia di Spese di Giustizia (T.U.S.G.). L’art. 76 comma 4 ter stabilisce che l’accesso al gratuito patrocinio è sempre possibile, anche in deroga ai limiti di reddito altrimenti previsti, per le vittime di violenza sessuale, stalking, maltrattamenti ed altri reati contro la persona.[3]

Pertanto le combinazioni possono essere diverse.

Quando la nomina viene effettuata di ufficio la combinazione è casuale ed al soggetto può essere nominato un avvocato tanto ordinario quanto cassazionista e questo a sua volta potrà o non potrà essere iscritto alle liste dei non abbienti.

Quando la nomina viene fatta dal soggetto e quindi è una nomina di fiducia, la parte potrà scegliere se affidarsi ad un avvocato ordinario o cassazionista e se il soggetto rispetta i requisiti di legge potrà cercare un avvocato ordinario o cassazionista che sia anche iscritto alle liste dei non abbienti.

F.a.q.

Mi capita spesso di rispondere a domande quali:

Perché devo pagare  un avvocato di ufficio se mi è stato nominato dallo Stato?

Perché lo Stato paga gli onorari del professionista solo nel caso in cui ricorrano entrambi i presupposti: 1) il reddito basso del soggetto; 2) l’iscrizione nelle liste del patrocino dei non abbienti da parte dell’avvocato. Nel caso in cui venga nominato un avvocato di ufficio e questi due parametri non sono rispettati, gli onorari del professionista dovranno essere corrisposti dalla parte. Non tutti gli avvocati iscritti nelle liste degli avvocati di ufficio sono anche iscritti nelle liste del patrocinio dei non abbienti.

Un avvocato di ufficio sarà bravo quanto un avvocato “normale”? 

Assolutamente si. La professionalità non dipende assolutamente dalla tipologia di nomina.

Che differenza c’è con un avvocato di fiducia?

 La sola differenza è nella scelta. In un caso la fa lo stato, nell’altra la fa il soggetto.

Posso comunque nominare un mio avvocato di fiducia?

Certamente. La nomina dell’avvocato di fiducia è sempre possibile in ogni momento. Così come è sempre possibile cambiare avvocato di fiducia nel momento in cui il rapporto fiduciario cessa.

Come contattare l’avvocato Ingarrica.

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Note.

[1] È lo Stato che paga gli onorari dell’avvocato

[2] Art. 97 c.p.p.:

  1. “L’imputato che non ha nominato un difensore di fiducia o ne è rimasto privo è assistito da un difensore di uffici
  2. […]
  3. Il giudice, il pubblico ministero e la polizia giudiziaria, se devono compiere un atto per il quale è prevista l’assistenza del difensore e la persona sottoposta alle indagini o l’imputato ne sono privi, danno avviso dell’atto al difensore il cui nominativo è comunicato dall’ufficio di cui al comma 2″

[3] Art. 76 comma 4-ter Decreto Presidente della repubblica, 30/05/2002 n° 115: “La persona offesa dai reati di cui agli articoli 572, 583-bis, 609-bis, 609-quater, 609-octies e 612-bis, nonché, ove commessi in danno di minori, dai reati di cui agli articoli 600, 600-bis, 600-ter, 600-quinquies, 601, 602, 609-quinquies e 609-undecies del codice penale, può essere ammessa al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito previsti dal presente decreto”

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