Acquistare followers sui social è legale?

acquistare followers è illegale?

Acquistare followers sui social è una pratica molto comune, economica, legale e facile per aumentare la propria popolarità. Ma da diverso tempo mi stavo interrogando sulla correttezza di questa pratica soprattutto per alcune figure professionali e/o commerciali. Poi cercando qualche informazione ho letto un articolo [1] e mi sono deciso a scrivere questo articolo. Bastano poche centinaia di euro per acquistare migliaia di followers indipendentemente che si tratti di instagram, twitter, facebook o altri social. Oltre ai followers è possibile acquistare anche like o mi piace (a seconda della piattaforma) e commenti.

Perché si comprano i followers.

Il motivo è presto detto, è per dare una immagine popolare di sé, della propria azienda o della propria professione. Sui social il concetto di popolarità è assimilabile al concetto di fiducia. Più un profilo ha followers e maggiormente il nuovo utente è ben predisposto a credergli. Lo stesso si può dire per aziende, prodotti o professioni.

Facciamo un esempio: voglio acquistare un ventilatore. La prima cosa che faccio, se ho due prodotti che mi interessano, dopo aver guardato il prezzo è andare a vedere le recensioni. Una ditta ha acquistato 100 recensioni positive, un’altra nessuna e ne ha solo tre o quattro reali. Ovviamente mi sembrerà di acquistare in maggior sicurezza quello che ha maggiori recensioni positive.

Lo stesso dicasi per un professionista, per un servizio o per un influencer (clicca qui) che promuove prodotti.

Quale rischio si corre nell’acquistare followers, like o commenti da parte di una azienda.

Il rischio (per le aziende che vendono prodotti) è quello di commettere una vera e propria pratica commerciale illecita a danno dei consumatori e delle aziende che invece non acquistano followers. Infatti far credere di acquistare un prodotto di elevata qualità grazie alle numerose e positive conferme di (finti) utenti, potrebbe anche integrare il reato previsto dall’articolo 515 del codice penale. La norma infatti punisce chiunque consegna ad un acquirente un bene diverso da quello acquistato anche solo per una qualità inferiore. Il senso della norma è quello di garantire all’acquirente l’onestà e la correttezza del venditore in un’ottica più generale di tutela dell’economia pubblica e della buona fede negli scambi commerciali.

Onestà, correttezza e buona fede che, in caso di manipolazione dei commenti, like o altro verrebbe innegabilmente violata.

Quale rischio si corre nell’acquistare followers, like o commenti da parte di un professionista.

Per analogia è possibile utilizzare anche per il professionista lo stesso parametro di riferimento utilizzato sopra. Se un professionista ha numerosi followers, like e commenti l’immagine che dà di sé è che sia affermato, che sa fare il suo lavoro e pertanto riceve molto consenso. Per questo motivo il professionista che è iscritto ad un albo professionale (come per esempio l’avvocato) deve fare molta attenzione perché potrebbe incorrere in un illecito disciplinare. Infatti acquistare (a pagamento) notorietà e consensi sui social, attività che viene eseguita per ottenere nuovi clienti, significa:

  • acquisire clientela con modi non conformi alla correttezza ed al decoro[2];
  • fornire informazioni falsate sulla propria attività professionale in quanto queste devono essere coerenti con la finalità della tutela dell’affidamento della collettività e rispondere a criteri di trasparenza e veridicità[3]. Questo comporta che le proprie affermazioni non devono assumere i connotati della pubblicità ingannevole, elogiativa o comparativa.

Lo stesso Consiglio Nazionale Forense con il parere n. 49/2011 si era già espresso in linea generale sull’utilizzo dei social da parte degli avvocati: “all’avvocato è evidentemente garantita sulla rete la più piena libertà di espressione e comunicazione con l’eccezione di contegni che portino ad una elusione del principio di correttezza dell’informazione, nonché alla violazione dei criteri di trasparenza e veridicità.

Di fatto, quindi, millantare la propria professionalità mediante l’acquisto di commenti, like o followers è da ritenersi una pratica scorretta. Ovviamente mi riferisco all’acquisto di migliaia di followers o like o commenti.

Conclusioni.

Queste mie deduzioni sono ad oggi ancora molto poco cavalcate dalle istituzioni, ma il problema c’è ed è ben conosciuto a tutti. Anche molti politici purtroppo hanno utilizzato questa pratica moralmente scorretta. Non c’è nessuna norma specifica per i professionisti che vieti l’acquisto dei followers e per le aziende che vendono prodotti fino a quando si tratterà di beni da pochi euro nessuno si prenderà l’onere di denunciare. Personalmente la reputo una pratica molto pericolosa e scorretta da fare.

Negli Stati Uniti una società è stata recentemente condannata per pratiche di questo genere con una multa di 2,5 milioni di dollari creando in ogni caso un precedente giuridico. Ciò che manca, in Italia ed in Europa, è una legislazione specifica o, in alternativa, delle linee guida regolatorie da parte degli organi di autodisciplina del mercato che possano delineare un codice di comportamento.[4]

Come avere una consulenza.

Nel caso si volesse ricevere una consulenza sull’argomento trattato cliccare qui.

L’Avvocato Ingarrica è contattabile tramite social al nick @avvocatoingarrica oppure nella pagina contatti.

Note.

[1] Fonte: www.leggioggi.it

[2] Articolo 19 comma 1 del Codice Deontologico Forense

[3] Articolo 17 comma 1 del Codice Deontologico Forense

[4] Fonte: il sole 24 ore www.ilsole24ore.com

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